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Uno spicchio di Madagascar

Uno spicchio di Madagascar

Lemuri, camaleonti, la grande biodiversità, i giganteschi Baobab, gli endemismi, la scoperta continua di nuove specie hanno catalizzato fin da ragazzo la mia attenzione sul Madagascar.

Quarta isola più grande del mondo, ospita il 5% delle specie della Terra, l’80% delle quali sono endemiche, il che testimonia l’isolamento millenario dell’isola dagli altri continenti, Africa ed Asia, da cui si è staccata 140 milioni di anni fa.

Sono appena rientrato da un soggiorno a Nosy-Be (Isola grande) dove, oltre al contatto con la fauna terrestre, ho avuto l’opportunità di fare molte immersioni e conoscere l’altrettanto variegata fauna subacquea di questo tratto del Canale del Mozambico.

Ottobre e novembre sono i mesi in cui gli squali balena, grazie alla fioritura del plancton, sono abbondanti nelle acque intorno a Nosy-Be ed oltre ad essi è possibile incontrare mobule, mante ed anche la rara balenottera di Omura. La fauna bentonica è abbondantissima ed è una goduria per gli appassionati e per la macrofotografia: nudibranchi, pesci foglia, frog fish, pipe fish, crostacei … in ogni tuffo si incontrano specie diverse e spesso mai incontrate anche in altri tratti dell’oceano Indiano.

Intorno a Nosy-Be ci sono molte isole (Nosy vuole dire isola in malgascio) belle ed interessanti: Nosy Tanikeli (parco marino), Nosy Komba e Nosy Iranja, un piccolo paradiso tropicale caratterizzato da due isole collegate da un istmo di sabbia bianca corallina che le unisce durante la bassa marea e che scompare con l’alta marea; inoltre le spiagge dell’isola sono un importante sito riproduttivo per la Tartaruga embricata.

A Nosy-Be quello che colpisce è la gentilezza della popolazione e la loro dignitosa povertà che è sicuramente minore rispetto alla Gran Terre (la grande isola del Madagascar), visto che la presenza dei turisti aiuta l’economia di questa piccola isola.

Anche Nosy-Be è un piccolo scrigno di biodiversità. Per me è stata una vera emozione percorrere le strade intorno al resort in cui abbiamo alloggiato e, dopo aver capito dove cercare, individuare molti camaleonti (Furcifer pardalis) , sia maschi che femmine, tranquillamente appostati su dei cespugli spinosi in cerca di prede; percorrere i sentieri della Riserva di Lokobe, sia di giorno che di notte , accompagnato da esperte guide locali e scoprire la ricchezza della fauna di foresta: lemuri, sia diurni che notturni, le brookesie ( i più piccoli camaleonti del mondo), la Calumma nasutum ( un altro piccolo camaleonte che di giorno è quasi impossibile da individuare), i gechi foglia, le piccole ed abbondanti rane ( in Madagascar ce ne sono 228 specie quasi tutte endemiche), il boa del Madagascar, il tutto accompagnato dai rumori di una foresta ancora abbastanza incontaminata.

Un’altra grande sorpresa è stata la presenza, in una baia dell’isola di Nosy Sakatia, di una numerosa popolazione di tartarughe verdi (Chelonia mydas) di ragguardevoli dimensioni (mai incontrate di così grandi), praticamente stanziali, che in due metri d’acqua brucano le piante sul fondo e, ormai abituate agli apneisti, si lasciano avvicinare e fotografare senza scomporsi minimamente.

Poi l’incontro in acqua con gli squali balena, giganti buoni che seguono il plancton abbondantissimo e se ne nutrono, praticamente in superficie; la vista delle veloci e rare balenottere di Omura (identificate per la prima volta nel 2003 e particolarmente presenti nella zona di Nosy-Be) e la fortuna di averne una che è emersa a fianco della nostra barca, le mobule in caccia e le evoluzioni subacquee delle mante sono un concentrato di emozioni irripetibili!

Sicuramente una conoscenza da approfondire ed una esperienza da ampliare con altri viaggi.

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